Cəllùzzə, barbiere e sassofonista. Stimato dal collega nazionale Fausto Papetti, per decenni allietò feste e matrimoni a Ruvo e dintorni.
Franco Sette nacque a Ruvo di Puglia il 18 marzo 1925 e si avvicinò presto alla musica, iscrivendosi alla scuola di musica locale diretta dai fratelli Antonio e Alessandro Amenduni. Iniziò come clarinettista nella Banda del paese, ma con il tempo si dedicò anche alla barberia, pur continuando a suonare in diverse band locali, tra cui quella di Nunzio Iurilli e Mimì Saulle. Suonava per matrimoni e veglioni, con un repertorio che spaziava dal jazz alla musica leggera, fino al rock’n’roll.
Franco Sette fondò il proprio gruppo, chiamato “Sette e i Magnifici”, e divenne un punto di riferimento musicale nella zona, pur rimanendo confinato a un raggio di 40 km. La sua notorietà crebbe, e tra il 1966 e il 1976 suonò in numerosi eventi, con anche 30 impegni al mese. Un episodio noto è quello in cui Sette incontrò il sassofonista Fausto Papetti, che si complimentò con lui per la sua bravura, riconoscendo il suo talento.
Nonostante l’incoraggiamento di Papetti a cercare fortuna al di fuori della Puglia, Sette preferì restare nella sua terra. Le uniche testimonianze della sua musica sono delle registrazioni realizzate negli anni ’80, che catturano il suo stile jazzistico e la sua presenza scenica. Questi nastri, pur con problemi tecnici, ci permettono di immergerci in un’epoca in cui la musica era ancora legata a solisti di strumenti come sax e clarinetti, anziché a cantanti.
Negli anni ’80, con l’ascesa della musica popolare, Sette si ritirò progressivamente dalla scena musicale, pur accettando di suonare in eventi come la Festa dell’Unità. La sua morte, avvenuta il 8 aprile 2009, segnò la fine di una figura simbolica del panorama musicale locale, che, tra una barba e l’altra, regalava alla sua comunità un’arte genuina e priva di pretese.
